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domenica 1 marzo 2015

COME FINANZIARSI UN PROGETTO DI ATTIVITA' DI STAMPA 3D

3DPRINTERCAD con questo servizio, vuole porre in risalto tutte le possibili e più attuali soluzioni per finanziare od autofinanziarsi, un progetto di business per un'attività di stampa 3D, sia essa intesa come servizio che come attività principale. Un'impresa ha bisogno di risorse chiave, di collaborazione attiva, di personale qualificato ma soprattutto di un “core capital” inziale indispensabile per diventare un imprenditore. Se ci si vuole trasformare in imprenditore, si deve capire come e quali sono gli investimenti necessari in termini economici.


Le fonti di finanziamento più tradizionali sono due: chiedere ad amici e parenti; rivolgersi a una banca.

In dettaglio queste due possibili soluzioni possono riassumersi in questo modo. La rete di amici e familiari è la prima strada di solito seguita dal neofita che, in questo modo, riesce quasi sempre a far fronte alle prime spese coinvolgendo magari qualche parente e convincendo i propri genitori di finanziarlo a “fondo perduto”. Spesso questa manovra va a buon fine perché queste persone sono già predisposte a credere in quello che si vuole fare. Tipicamente non chiederanno neanche gli interessi. Questo tipo di finanziamento è forse il migliore perché se la nostra start-up decolla e funziona saremo in grado di crescere e svilupparsi ed anche nel caso opposto, data la natura “familiare” dell'investimento, non saremo costretti (tranne in alcuni casi) a dover rendere i soldi del capitale iniziale o quanto meno, farlo in un lasso di tempo molto lungo. Purtroppo però, se le cose si mettono male, si rischia di trascinare a fondo anche le persone che hanno creduto in noi. In questi casi il problema travalica la sfera economica: anche i rapporti di più lunga data si possono incrinare,
lasciando l'imprenditore da solo in un momento molto difficile, senza il supporto morale di nessuno.

La banca
L'altra soluzione tradizionale consiste nel rivolgersi ad un istituto bancario e chiedere un prestito. Di solito, per far fronte alle garanzie richieste dall'istituto di credito, occorre anche qui rivolgersi alla famiglia o parenti per un aiuto. I finanziamenti per chi inizia, di solito, vengono erogati per cifre relativamente basse, a fronte purtroppo di un inverso sistema per i tassi di interesse applicati sempre più alti. Gli interessi sono naturalmente composti, quindi chiedere soldi a una banca è una soluzione piuttosto costosa. Anche in termini di documentazione non si scherza. Ci vorranno ben più che buoni propositi e certezze in quello che si vuole fare, per convincere i funzionari della banca ad erogarci un prestito, anche se potremo fornire garanzie a copertura, ciò non toglie che anche una cifra non troppo alta richiesta possa non ottenere il consenso della banca e lasciarci quindi a piedi.
Possiamo comunque metterci il cuore in pace, perché quest'ultimo punto è fondamentale, indipendentemente dalla fonte per il finanziamento che sceglieremo, quindi è un lavoro da affrontare (quasi) in ogni caso.

Le soluzioni alternative
Ci sono molte altre forme di finanziamento a cui possiamo accedere; vogliamo quindi porre alla vostra attenzione qualcuna, partendo da quelle più affermate e spostandoci verso le novità rese possibili dai nuovi meccanismi basati su Internet e sulle comunità virtuali.

Le agenzie finanziarie
Le agenzie finanziarie sono molto simili alle banche, ma sono disposte ad assumersi un rischio maggiore e di conseguenza, pur senza scostarsi di molto dalle cifre finanziate dalle banche, applicano tassi molto più elevati.
Sono un'alternativa quando la banca non concede un prestito; a causa del costo maggiore, prima di indebitarsi è il caso di sfruttare l'occasione del rifiuto per domandarsi in modo obiettivo se i dubbi della banca sul nostro progetto non siano giustificati.

Business angel
I business angel sono tipicamente manager di grandi aziende o imprenditori, a volte non più
direttamente in attività, con una disponibilità finanziaria e il desiderio di investire in una giovane impresa piuttosto che con gli strumenti più tradizionali.
I business angel, noti anche come angel investor o investitori informali, solitamente intervengono nei primi momenti di vita di un'azienda, mossi dalla sfida e dal desiderio di essere parte di qualcosa di nuovo e soddisfacente dal punto di vista personale. Oltre a fornire le proprie finanze i business angel conferiscono una maggiore credibilità al progetto e mettono a disposizione dei fondatori la loro esperienza e la loro rete di contatti, consigliando e guidando i nuovi imprenditori nel difficile
percorso che si troveranno ad affrontare. Ovviamente l'aspetto economico non viene trascurato,
perché anche gli angeli, a fronte di un intervento di poche centinaia di migliaia di euro (detto cosi sembrano pochissimi, si aspettano un ritorno di capitale non inferiore al 20%. Questo tasso è giustificato dal rischio associato al progetto, che nel caso di start-up tecnologiche è spesso legato ad aspetti intangibili e difficilmente quantificabili come il marchio, i brevetti, la conoscenza e pertanto è abbastanza elevato tale da coprirne appunto il rischio di chi concede i soldi per il venture capital.
Poiché il tipico business angel non è particolarmente interessato alla gestione ordinaria di un'azienda ma e molto più attratto dalle nuove sfide, tale rientro economico viene normalmente realizzato rivendendo la quota societaria che il business angel rileva a fronte dell'investimento
Ottenere un finanziamento da un business angel è per certi versi più semplice rispetto a quanto avviene per le banche e per le agenzie finanziarie, perché il rapporto che si viene a creare tra i fondatori ei business angel è molto diretto, basato sulla fiducia reciproca e su una condivisione
di valori e visioni. Per questo motivo anche i tempi necessari per ottenere un finanziamento sono abbastanza brevi, tipicamente entro tre mesi dai primi incontri.

Per trovare un investitore informale in Italia ci si può rivolgere all'Italian Business Angel Network (IBAN), la rete dei business angel italiani, delocalizzati in diversi gruppi locali detti appunto BAN.

Il venture capital
Complementare alla figura del business angel troviamo il venture capitalist, investitore disposto a mettere a disposizione un elevato capitale di rischio, proveniente da fondi che gestisce, finanziando start-up con un rendimento atteso molto elevato che solitamente operano in ambiti tecnologici e innovativi: per fare un esempio potremmo citare Google, che all’inizio si è appoggiata al venture
capital e oggi e diventata un colosso multimiliardario.
I venture capitalist non si rivolgono allo stesso mercato degli investitori formali, ma puntano ad aziende con business altamente scalabili e ritorni di un ordine di grandezza superiore agli investimenti. Con un venture capitalist il rischio di perdere la gestione della propria azienda e molto elevato perché i capitali in gioco sono molto superiori — in questo caso si parla di milioni di euro e gli investitori tendono a non lasciare la guida delle società a persone inesperte. L'interesse principale in gioco non e tanto quello di avere contribuito a lanciare una nuova impresa come peri business angel, desiderosi di legare il proprio nome a un prodotto o un servizio di successo che perduri nel tempo, ma quello di rientrare rapidamente degli investimenti, preoccupandosi solo di alzare il prezzo di vendita delle proprie quote societarie nel breve periodo.

Il crowdfundìng
Un recente fenomeno reso possibile da Internet è il crowdfunding, letteralmente finanziamento cla parte della folla. Con questo meccanismo e possibile presentare il proprio progetto su siti specializzati e chiedere un supporto di carattere economico alla comunità, che può essere composta da persone interessate a partecipare allo sviluppo del progetto, potenziali clienti o semplici
sostenitori. Anche in questo caso è fondamentale che i fondatori guadagnino la fiducia della comunità, con il vantaggio di non dover presentare l’enorme mole di proiezionifinanziarie implacabilmente richieste dagli investitori più tradizionali (anche se basate su assunti non dimostrabili e fuorvianti).
Questo tipo di finanziamento ha numerosi vantaggi ed è di gran lunga il più usato attualmente dal business core di mercato. Il primo e più importante di tutti è che per lanciare un progetto è necessario fissare una cifra minima e una data di scadenza: se i due obiettivi non vengono raggiunti
abbiamo un buon indicatore del fatto che la nostra idea potrebbe non essere meravigliosa e rivoluzionaria come immaginavamo. Non esiste uno spreco peggiore che impegnare le proprie risorse e soprattutto il proprio tempo per dedicarsi, magari ottimizzandola agli estremi, a un’attività che non porterà alcun tipo di frutto, quindi se le nostre idee dovessero venire rifiutate non chiudiamoci in noi stessi feriti nell’orgoglio, ma cerchiamo di capire in cosa possiamo migliorare la nostra offerta di valore e festeggiamo per non aver buttato via il nostro tempo.
Un secondo vantaggio è che i fondatori conservano la piena titolarità del progetto, che non viene finanziato ma sponsorizzato: chi decide di contribuire non sta investendo né acquisendo quote della società.

Sono possibili diversi livelli di partecipazione, quindi è possibile contribuire con donazioni di importi differenziati alle quali corrispondono riconoscimenti sempre più consistenti, ma mai monetari: un ringraziamento virtuale, una maglietta personalizzata, la menzione sul packaging,
l’accesso alle prime versioni, la possibilità di acquistare a prezzo scontato, uno o più esemplari del prodotto finito o molti altri, alcuni dei quali particolarmente bizzarri. Il vantaggio per gli sponsor è quello di accedere al prodotto o al servizio prima degli altri, in alcuni casi partecipando addirittura allo sviluppo dello stesso. Questo tipo di approccio da parte di tutte le parti in causa facilità la formazione di vere e proprie comunità intorno alle offerte, creando un circolo virtuoso nel quale il cliente diventa il primo promotore del progetto: il passaparola e uno strumento molto importante in questo contesto perché è molto efficace e ha l'ulteriore vantaggio di essere completamente gratuito. Internet porta questo concetto all'estremo permettendo ad alcuni progetti di crescere fino a diventare virali, spesso nel giro di pochissimo tempo. Negli Stati Uniti esistono numerose piattaforme di
crowdfundìng. La piu famosa è Kickstarter, ma non dobbiamo dimenticare altre realtà sempre più in affermazione come Indiegogo, FundedByMe o RocketHub. In Italia la legislazione è particolarmente rigida e complessa in merito e non si possono raggiungere le cifre statunitensi, ma anche nel nostro piccolo esistono realtà come Eppela che possono aiutare anche i maker nostrani.

Bandi e concorsi
Unione Europea, istituzioni, province, regioni, camere di commercio, unioni di artigiani, industriali, fondazioni di vario tipo pubblicano spesso bandi e concorsi per start-up: con qualche ricerca su lnternet non è difficile trovarne qualcuno di nostro interesse. Prevedono finanziamenti a fondo
perduto o a tassi agevolati. A volte richiedono alcuni requisiti come numero, sesso, età o residenza dei partecipanti. Ogni bando ha le sue modalità di accesso e presentazione della domanda, ma fondamentalmente sono richieste le informazioni che si possono trovare nel business-plan. Si possono anche trovare dei professionisti o delle società specializzate nel trovare bandi e concorsi a cui poter accedere: in cambio dello svolgimento delle pratiche, in caso di successo chiedono un compenso in percentuale sul premio ottenuto od a volte anche una compartecipazione alla nostra società.

Oltre il finanziamento
E se non volessimo finanziamenti? Di quali strumenti potremmo avere bisogno per tar fiorire la nostra attività e trasformarla in un business redditizio? Ecco di seguito alcuni esempi.

Il bootstrapping
Per chi non vuole o non può rischiare esiste un’altra alternativa: la creazione di un business che si autosostiene partendo da zero o quasi. L'imprenditore Chris Guillabeau sostiene che è possibile iniziare un nuovo business spendendo un centinaio di dollari. Ancora una volta Internet ci viene in aiuto con una serie di servizi gratuiti od a basso costo: possiamo usare Weebly o WordPress per
creare un sito, MailChimp per gestire le nostre newsletter (con tanto di split test per gli esperimenti) e molto altro ancora. Il già citato Steve Blank mantiene una lista di questi
strumenti all’indirizzo:
http://steveblank.com/tools-and-blogs-for-entrepreneurs/

I marketplace
A volte un maker ha già tutto quello che serve per produrre le proprie creazioni, quello che gli manca è solo uno strumento per farle conoscere. Per questo ci vengono in aiuto i marketplace come Etsy, una vetrina internazionale per prodotti sostanzialmente artigianali. In ltalia, oltre naturalmente al team di Etsy, esistono bellissime realtà come Blomming, che oltre a offrire un marketplace particolarmente adatto per i maker, permettono di integrare senza fatica uno strumento di vendita anche nel proprio sito.

Quale soluzione?
Tutte le forme di finanziamento e gli strumenti che abbiamo visto non sono esclusivi, ma si completano a vicenda per fornire un servizio tagliato in modo specifico sulle esigenze delle singole realtà: potremmo cominciare un'avventura in bootstrapping per i primi esperimenti, rivolgerci al crowdfunding per realizzare un prodotto commerciabile, affidarci a un business angel per la
creazione di una vera e propria azienda e infine scalare con l’apporto del venture capital. Le diverse possibilità sono tipiche di diversi momenti del ciclo di vita di un’azienda e in quanto tali vanno considerate. Ricordiamoci sempre e comunque che ogni impresa ha una propria dimensione ottimale, funzione del tipo di prodotto, servizio e clientela e di molti altri fattori: la crescita non necessariamente è la risposta unica e definitiva per qualsiasi realtà.

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