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mercoledì 4 marzo 2015

I FILAMENTI PER STAMPANTI 3D ECONOMICI PROVENIENTI DALLA CINA SONO CANCEROGENI !


Molto spesso capita di imbattersi in siti di vendita On-Line di materiale per stampanti 3d particolarmente economico. I prezzi molto concorrenziali NON garantiscono assolutamente un acquisto sicuro e vogliamo spiegarvi il perché con semplici ma efficaci e reali esempi.

Diffusissimi e a prezzi concorrenziali, da anni ormai i nostri mercati sono letteralmente invasi dalle importazioni cinesi: dalle pelletterie all’oggettistica, dai giocattoli ai cosmetici, dall’elettronica al tessile; ma diffusione e prezzi limitati nascondono talvolta problemi di illegalità, sfruttamento del lavoro, utilizzo di sostanze nocive alla salute.
Un prodotto pericoloso su due è made in china, l’altro di provenienza europea. Sono questi i risultati di attente analisi condotte con il sistema d’informazione rapida Rapex che esamina i prodotti pericolosi diversi dagli alimenti. Giocattoli e indumenti sono i prodotti più pericolosi. L’Ue sta sfruttando un sistema di controllo chiamato Rapex, grazie a esso i prodotti pericolosi possono essere individuati e rimossi tempestivamente dal mercato. Ora servirebbe intensificare la cooperazione con i paesi terzi, in particolare avviare una cooperazione bilaterale con la Cina così da mettere a punto un pacchetto legislativo globale sulla sicurezza dei prodotti e la sorveglianza del mercato. Di questa branchia fanno parte anche le bobine di materiale ABS o PLA particolarmente economici che purtroppo circolano in vendita sul WEB.

Rischio ftalati e altre sostanze pericolose, che fino ad oggi sono state rinvenute nei giocattoli plastici, queste stesse sostanze chimiche possono essere ugualmente adoperate per la produzione dei filamenti perché hanno la proprietà di ammorbidire la plastica e sono largamente utilizzate nei prodotti che, per necessità, devono essere morbidi e flessibili, come appunto i giocattoli per i bambini ma anche da oggi i vari filamenti per la stampa 3D. Gli ftalati sono molto pericolosi: evidenze scientifiche hanno dimostrato la loro dannosità a livello del fegato e dei reni, con gravi problemi anche a carico dell’apparato riproduttivo.
I fumi generati dalla stampa quindi possono essere MOLTO dannosi se respirati in quantità anche minima. Areare il locale od adottare precauzioni come aspiratori o ventilatori come qualsiasi altro strumento di evacuazione dell’aria, potrebbe NON essere assolutamente sufficiente!

La lista dei prodotti che il Ministero della Salute ritiene ad alto rischio per i consumatori è lunghissima:
Borse d’acqua calda elettriche, inchiostri per i tatuaggi contenenti sostanze pericolose (e vietate in Italia), pentole made in Cina rivestite con composti derivati dell’amianto. In Cina l’amianto non è vietato e viene utilizzato in molteplici produzioni.
Farmaci ed integratori prodotti in Cina, riescono però ad arrivare sul mercato italiano nei modi più disparati, e trovano facilmente mercato grazie ai prezzi ‘stracciati’ a cui sono venduti.
Varianti cinesi del Viagra, prodotti dimagranti, integratori, prodotti sbiancanti per la pelle, sostanze dopanti: tutti farmaci prodotti in Cina, e che non rispettano nessuno degli standard di qualità imposti in Italia.

Con l’avvento della STAMPA 3D si moltiplicano i siti ON-LINE di vendita filamenti particolarmente economici che provengono appunto dalla Cina o importati in Italia e poi distribuiti da operatori senza scrupoli, che si appigliano al prezzo molto basso, per far breccia nel settore commerciale e magari raggirare l’utente attirato dal prezzo molto concorrenziale. Questi siti, per fortuna, sono abbastanza identificabili perché molto spesso NON contengono informazioni su CHI SIAMO oppure non evidenziano nessun indirizzo ne nome ufficiale della ditta.

DIFFIDARE ASSOLUTAMENTE  da chi propone simili prodotti per la stampa 3D. Oltre ad essere di qualità molto scadente, sono appunto MOLTO pericolosi per la salute.

In Cina  di controlli ce ne sono pochi mentre le aziende abusive prolificano in ogni angolo del pease.
La Cina produce 1/5 di tutto quello che viene prodotto sulla Terra ma  ha bisogno di materie prime per farlo. E se le procurano in ogni modo. I teli vengono mescolati alle altre materie prime e vengono la maggior parte delle volte trattati senza alcuna regola sanitaria diventando plastica per creare qualsiasi oggetto di largo consumo.
Il bello è che ogni qualvolta che noi acquistiamo un prodotto, paghiamo anche la tassa sul riciciclo e quindi tutti questi rifiuti di plastica andrebbero riciclati con le giuste metodiche nel nostro paese perché è tutto già pagato. E invece oltre al danno la beffa di acquistare merce altamente pericolosa perchè contenente sostanze cancerogene.
Per non parlare delle truffe. Molto spesso può capitare di acquistare con CARTE DI CREDITO che possono essere oggetto di clonazione oppure, più semplicemente di non ricevere il materiale richiesto o non riceverlo affatto. Una volta che il cliente ha pagato non si ha indietro nessuna forma di rimborso e si perde tutto l’importo versato, quando va bene!

Come  fare nel nostro piccolo per limitare i danni?

Iniziamo a boicottare i materiali provenienti dalla Cina venduti a basso costo. Di questi 99,99 su 100 sono stati prodotti  abusivamente e non sono sicuri. Controllare sempre che il sito dove si acquista, offra garanzie anche minime sulle caratteristiche del materiale, meglio se certificato!
Acquistiamo prodotti che siano qualificati dal punto di vista della materia prima, che siano prodotti da aziende quotate e riconosciute sul mercato. I filamenti delle aziende Europee e Americane non hanno nessun problema di tipo ecologico e salutare perché autocertificate. Il made in Italy è poi una certezza assoluta ed i filamenti prodotti da aziende Italiane sono fra i migliori al mondo.

ALCUNE NOTIZIE TECNICHE

La plastica se riscaldata, può rilasciare melamina, dannosa per i reni, ed anche formaldeide, che è cancerogena.  
Plastiche di policarbonato col calore possono rilasciare bisfenolo A, dannoso alla salute.
Tra le plastiche ammesse per la conservazione dei cibi ci sono: il Pet (o polietilene tereftalato), l'Hdpe (polietilene ad alta densità), l'Ldpe (polietilene a bassa densità) e il Pp (polipropilene o Moplen).
E’ ovvio dedurre che, se le materie prime usate per la costruzione dei FILAMENTI PER STAMPANTI 3D, hanno un origine pericolosa e/o inquinata, i fumi della stampa possono risultare ALTAMENTE CANCEROGENI!

Aziende di manifatturazione
Con più di 7.000 fornitori (la maggior parte situati nelle province costiere dello Zhejiang, lo Jiangsu e il Guangdong), la Cina è il principale produttore mondiale di materiale plastico. Bisogna però tener presente che la maggior parte di tali “fornitori” non sono aziende manifatturiere, bensì grossisti (o intermediari). Il motivo sta nel fatto che, siccome la plastica utilizzata per produrre una gamma molto vasta di prodotti, tante aziende che si dedicano alla produzione di oggetti plastici ne approfittano anche per smerciare materiale in qualità di grossisti.
Se si vuole acquistare materiale plastico – e non prodotti finiti – non ha senso rivolgersi a un grossista. A parte il fatto di doversi accontentare di un prezzo svantaggioso (ovviamente un grossista ti farà pagare più di un’azienda manifatturiera), il dover passare per un intermediario renderà la comunicazione più complicata. Ciò potrebbe rappresentare un problema in quanto, come già detto, la materia prima plastica può contenere sostanze tossiche.
Standard di certificazione
La plastica contiene sempre un certo numero di sostanze “regolate” (ovvero sostanze per le quali è ammessa solo una certa quantità a grammo, dopo di ché il materiale viene considerato non conforme agli standard REACH e dunque illegale all’interno dell’Unione Europea).
Il problema è che meno del 10% dei fornitori cinesi possiede la capacità di produzione per realizzare materiale plastico conforme agli standard Europei. Dovrai quindi stare ben attento al fornitore che sceglierai.
FTALATI
Gli ftalati sono un gruppo di sostanze comunemente utilizzate nella produzione della plastica per filamenti allo scopo di aumentarne la flessibilità, una caratteristica molto importante in alcune applicazione del materiale. Il problema è che gli ftalati sono cancerogeni e sono quindi proibiti. Ecco una lista di ftalati attualmente proibiti sia in Europa che in America:
DEHP DBP DIBP BBP DINP DIDP DPHP DIUP DTDP

Ritardanti di fiamma
Il materiale plastico utilizzato per realizzare oggetti di arredamento o costruzioni edili deve essere conforme alle norme ignifughe. Ecco alcuni degli standard più comunemente utilizzati:
Classe B2 (Germania)
Classe B1 (Germania)
Classe M2 (Francia)
Classe M1 (Francia)
NFPA 701 (USA)
BS 5852:2006 (Regno Unito)


Plastica salute e riciclaggio

L’umanità è immersa nella plastica tant’è che troviamo la plastica dappertutto, l’esempio più alla mano è il poliestere che contiene prodotti sintetici quali, il policarbonato e il polietilene tereftalato. Molti non sanno quest’ultimo è noto come PET e se ci fate caso prendendo una qualsiasi bottiglia di plastica contenente l’acqua noterete questa sigla che viene messa solitamente nel fondo dentro un cerchio. Viene da se che non usiamo plastica solo per vestirci, ma come si accennava all’inizio, siamo circondati da plastica.
La plastica è ormai anche nel cibo dato che molti animali, soprattutto quelli marini mangiano plastica senza neanche accorgersene grazie alla spazzatura che l’uomo scarica in mare aperto, una delle zone che fa molto discutere soprattutto gli ambientalisti si trova a nord ovest delle Hawaii dove le correnti oceaniche si incontrano formando un vortice gigante che da parecchi anni non fa che raccogliere plastica (North Pacific Gyre) più nota come Great Garbage Patch. E questa purtroppo non è l’unica zona che funge da discarica.
Le persone si domandano sempre più da dove saltino fuori certe malattie come ad esempio il cancro, le persone si ammalano anche se non fumano quindi è ovvio che il problema non può essere dovuto solo dal fumo delle sigarette. Credo che non ci venga mai rivelata la verità sulla vera causa del cancro ma sono convinto che il primo fattore in assoluto sia l’inquinamento onnipresente. E tra le varie forme di inquinamento o forse sarebbe meglio definirlo “avvelenamento” c’è la plastica che fa ormai parte della nostra alimentazione.
Tuttavia, se non avete mai notato il forte odore di sostanze chimiche nei negozi specialmente quelli “tutto a 1 euro”, o non vi siete mai posti il problema, ti consiglio di imparare un po’ di più, perché si tratta della tua salute.
Come identificare la “qualità” delle sostanze plastiche utilizzate
Ogni contenitore di plastica deve essere contrassegnato (in basso) con il simbolo del riciclaggio, solitamente è un triangolo (può essere un cerchio) con le frecce indicate in figura, ma cosa più importante è il simbolo indicato all’interno che di norma dovrebbe contenere un numero da 1 a 7, nel caso non ci fosse cerchiamo di riconoscere la sigla.
Questi numeri indicano il livello di riciclaggio che ha il materiale, che vanno dai più riciclabili (1) al meno riciclabile (7). Mentre questa numerologia è particolarmente utile per l’ambiente, sarebbe buona abitudine evitare i numeri più alti che può essere facilmente sostituiti con un altro materiale, utilizzato anche per ottenere materiali meno tossici.
Purtroppo ci sono alcuni contenitori senza numero, specialmente quelli venduti nei bazar, o negozi che vendono tutto a poco, ma anche nelle bottiglie dell’acqua, ed è per questo che è presente anche una sigla. Comunque credo sia il minimo, voglio dire, se devo pagare per qualcosa, almeno dimmi quali sostanze contiene. E’ lo stesso discorso degli alimenti modificati geneticamente che non contengono l’elenco degli ingredienti. Questo è una brutta abitudine che non dovrebbe essere trascurata come lo è tutt’oggi.
Per indicare i migliori e i peggiori utilizzerò il verde e il rosso, dove verde sta per meno tossico e rosso per molto tossico. Non significa comunque che un bollino verde sia sicuro al 100%.
Per ricavare le informazioni che seguono ho utilizzato la magica enciclopedia gratuita Wikipedia, che viene in aiuto per tantissimi argomenti sconosciuti.



N° 1 (verde) Polietilene tereftalato: Si tratta di una resina termoplastica composta da ftalati ed è adatta al contatto alimentare. Si decompone a 340 °C con formazione di acetaldeide e altri composti.  E’ opportuno ricordare che nonostante venga sancita dal REGOLAMENTO (UE) N. 10/2011 DELLA COMMISSIONE del 14 gennaio 2011 (che ha abrogato la precedente Direttiva 2002/72/CE della Commissione Europea e successive modifiche), si continuano comunque ad effettuare indagini per verificare eventuali nuovi rischi per la salute nei prodotti usati come contenitori per alimenti. La maggior parte delle bottiglie di plastica per l’acqua è in PET. Non c’è alcuna garanzia al 100% degli eventuali effetti nocivi sul nostro organismo, ma viene comunque considerata da bollino verde.



N°2 (verde) Polietene: E’ il più comune fra le materie plastiche proprio per via della sua economicità. Gli usi più comuni sono – isolante per cavi elettrici, film per l’agricoltura, borse e buste di plastica, contenitori di vario tipo, tubazioni, strato interno di contenitori asettici per liquidi alimentari.
Atri utilizzi sono:
  • Rivestimento interno di confezioni in cartone per alimenti (per esempio cartoni del latte)
  • Flaconi per il contenimento di detersivi o alimenti;
  • Giocattoli;
  • Pellicole alimentari;
  • Tappi in plastica;
  • Tubi per il trasporto di acqua e gas naturale;
  • Pellicola di rivestimento di cavi elettrici e telefonici;
  • Palloni stratosferici;
  • Mobili per il giardino (Hularo);
  • Inserti per protesi di ginocchio.

N°3 (rosso) Cloruro di polivinile: Viene considerato stabile e sicuro nelle applicazioni tecnologiche a temperatura ambiente, ma estremamente pericoloso se bruciato o scaldato ad elevate temperature e in impianti inidonei al suo trattamento per via della presenza di cloro nella molecola, che può liberarsi come acido cloridrico, come diossina, o come cloruro di vinile monomero. Sebbene sia una plastica riciclabile, il PVC viene recuperato solo parzialmente per via degli alti costi di trattamento.
Risulta essere molto sensibile alla luce ad al calore; questi hanno su di esso un effetto degradativo che si manifesta dapprima con l’ingiallimento e (a temperature più elevate, di circa 180 °C) con la decomposizione dalla quale si libera acido cloridrico, per questa ragione viene pertanto stabilizzato. Il PVC plastificato, ovvero addizionato di additivi plastificanti che ne aumentano la morbidezza, è abitualmente stabilizzato con l’aggiunta di formulati contenenti soprattutto sali di calcio (stearato, ricinoleato), bario e zinco.


N°4 (verde) Polietilene a bassa densità: Non reagisce a temperatura ambiente, tranne che con forti agenti ossidanti, e alcuni solventi causano rigonfiamento. Può sopportare temperature di 80 °C continuamente e di 95 °C per un breve periodo. Ha una resistenza eccellente (non subisce attacchi) a soluzioni diluite e concentrate di acidi, alcoli, basi ed esteri, e una molto scarsa riguardo gli idrocarburi alogenati, non se ne raccomanda l’uso (fluoro, cloro, bromo e iodio).
Anche questo prodotto viene utilizzato come il PE (non per questo la sua sigla è LDPE) per sacchetti di plastica e bottiglie usa-e-getta.
Altre applicazioni:
  • Vaschette e recipienti d’uso generale
  • Contenitori per il cibo e per l’uso in laboratorio
  • Superfici di lavoro resistenti alla corrosione
  • Componenti che devono essere saldate e lavorate a macchina
  • Componenti che richiedono flessibilità
  • Componenti molto morbidi e pieghevoli
  • Cartoni di succhi di frutta e latte, la cui “intelaiatura” è costituita da una lamina di cartoncino ed LDPE (strato impermeabile interno ed esterno), e spesso da uno strato di alluminio.
  • Parti dello hardware del computer, come il drive del disco rigido e quelli per i dischi ottici
  • Scivoli di parchi-giochi
  • Imballaggi di plastica

N°5 (verde) Polipropilene: Si tratta di un polimero semicristallino caratterizzato da un elevato carico di rottura, una bassa densità, una buona resistenza termica e all’abrasione, il suo punto di fusione è spesso oltre i 165 °C.
Viene utilizzato per produrre oggetti come zerbini, scolapasta, cruscotti degli autoveicoli, i tappi e le etichette delle bottiglie di plastica, le reti antigrandine, le custodie dei CD, le capsule del caffè, i bicchierini bianchi di plastica per il caffè. L’uso del polipropilene si è esteso a vari campi dell’industria; un esempio importante è la produzione dei tubi per acqua e gas. Il PP ha recuperato rispetto al PE (polietilene) come materia prima per la costruzione di tubazioni per trasporto di acqua e gas in pressione e non: il motivo è da ricercare nelle maggiori performance chimiche e soprattutto meccaniche del PP rispetto al PE.

N°6 (rossa) Polistirene o Polistirolo: Si tratta di un polimero aromatico termoplastico che comincia a decomporsi ad una temperatura di 270 °C.  È largamente utilizzato per i sistemi di isolamento a cappotto, in particolare viene utilizzato l’EPS 120 in pannelli di diverso spessore e di dimensioni da 100×50 centimetri, e in altri settori applicativi per le sue proprietà meccaniche ed elettriche. L’esalazione di questo prodotto è da considerare altamente cancerogena per l’organismo.


N°7 (rosso) Altro: Come avrete intuito per altro si intendono tutti gli altri materiali che contengono plastica. E qui la lista si fa lunga, si va dal biberon ad un componente per PC.
Tra l’altro cosa molto importante i biberon come alcune bottiglie in plastica, sono realizzati in materiale molto difficile da riciclare e contengono il mostruoso Bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica inventata negli anni ’30 con lo scopo di produrre estrogeno sintetico. È un noto cancerogeno e ormone distruttore che imita l’azione degli estrogeni nel corpo e confonde gli ormoni naturali dell’organismo.

E’ consigliato l’utilizzo della plastica considerata meno nociva come la 1 e 2.

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